A cura di Omar De Bartolomeo e Walter Albisetti
Rubrica a cura del dott. Omar de Bartolomeo
Specialista in Ortopedia e Traumatologia
Dottore di Ricerca in Scienze Morfologiche
Ortopedico del Teatro alla Scala
e della Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano
www.dancemedicine.eu
Il tiloma, chiamato di solito “callo”, è l’espressione di un alterato carico o di un sovraccarico in una regione isolata del piede. Tipicamente le callosità si formato sulla pianta del piede, sia in relazione al modo di camminare, al tipo di scarpa, al tipo e intensità di attività sportiva (e quindi anche artistica, come la danza), sia per motivi meccanici legati all’uso del piede all’interno della scarpa (scarpa troppo stretta, scarpa con punta – o puntale – non adatto alle dimensioni dell’avampiede). Ovviamente la forma del piede è un fattore predisponente. Sappiamo infatti che esistono piedi “greco”, “egizio”oppure “quadrato” in relazione alla diversa lunghezza del primo dito in relazionealle altre. La lunghezza del dita è un importante fattore nel determinare l’atteggiamento delle dita stessa all’interno di una scarpa. La scelta quindi della scarpa da punta, e delle dimensioni del puntale (esterne ma anche interne…in relazione all’uso o meno del “salva-punta”) sono fattori determinanti. L’uso della scarpa da punta determina necessariamente l’adattamento delle dita allo spazio ristretto del puntale, creando zone di attrito e di callosità naturali.Tipicamente infatti si osservano arrossamenti e/o callosità a livello dell’articolazione metatarso-falangea dell’alluce, dell’interfalangea dell’alluce o delle dita (im-magine 1).L’osservazione dei propri piedi, soprattutto dopo una lunga settimana di lezione con frequente studio della scarpa da punta, permette di osservare alcuni errori tecnici nell’uso della scarpa da punta, capaci di determinare sovraccarichi funzionali fino a predisporre a lesioni capsulo-legamentose, articolari e ungueali: rottura dell’unghia (e non solo della sua estremità intendo), sovraccarichi articolari, alluce valgo, sovraccarico delle cartilagini di crescita e/o dell’epifisi delle falangi e dei metatarsali.Tra gli errori più frequenti, il “mal-atteggiamento” delle dita nella punta, soprattutto nelle ballerine dotate di poco “collo piede” e che quindi cercano di estendere il più possibile la punta usando la flessione plantare delle dita (immagine 2). In immagine 2 e 3 si osserva come l’errore posizionamento delle dita possa creare il substrato per sovraccarichi all’interno della punta ma anche e banalmente durante i ripetuti esercizi di estensione del piede e delle dita alla sbarra, anche se si indossa la scarpa da “mezza punta”. Ricordiamo inoltre che l’estensione delle dita e il corretto appiombo del piede nella mezza punta e nell’”en pointe” prevede il corretto e armonioso bilanciamento tanto della muscolatura intrinseca del piede (lombricali, interossei), tanto della muscolatura estrinseca (flessori delle dita, flessore dell’alluce, estensori delle dita, tibiale posteriore, peronei, ecc, ecc) come ripetutamente spiegato nel corso di questa rubrica. Atteggiando le dita in “iper-flessione” si avrà un predominio della mucolatura flessoria e quindi un piede e una caviglia non ben stabilizzata, con il rischio di incorrere sia in lesioni al piede per via dei sovraccarichi da ”mal atteggiamento”(immagine 3), sia in lesioni traumatiche della caviglia e/o delle articolazioni a monte.